
Nuit Blanche (Notte Bianca) è un’esplorazione tanghera sul tema della notte. Una messa a nudo dei suoi slanci, dei suoi demoni e delle sue paure, dei suoi istinti e dei suoi fantasm Un club, una notte, alcuni individui: una notte bianca. Una notte bianca per illuminare una notte in cui l’alcool e l’isolamento rendono più vicini gli uomini. E il tango, come unico mezzo per far parlare il corpo.
Lo spettacolo trae origine dall’ultima immagine dello spettacolo precedente, "Tango Vivo": su uno sfondo sonoro ritmico e ciclico di bandonéon, una donna ed un uomo ballano un tango, improvvisando, dentro uno spazio ridotto, quasi nell’oscurità. La luce sparisce poco a poco, il pubblico più che vedere, immagina, la realtà diventa invisibile… come se la cecità invadesse la sala, non permettendo più di vedere l’ultimo gesto intimo.
E' da questa intimità e insieme da questa necessità che nasce il nuovo spettacolo, profondamente sensuale e violento. Qui tutto si riduce all’essenziale: il desiderio di essere abbracciati, di comunicare, di sentire, sebbene tutto questo rimanga quasi invisibile. Utilizzando un tango attuale, puro e rivisitato, lo spettacolo tesse, attraverso gli “abrazos”, una trama di sensualità, odio, desiderio, solitudine, speranza, disperazione, amicizia, passione, amore, incomprensioni, festa e sconfitta.
"Nuit blanche" ha inizio in un club, nel momento in cui finisce uno spettacolo tradizionale di tango, quando gli artisti diventano persone che si mischiano con il pubblico e raggiungono la vita reale.
La musica dello spettacolo è in parte tradizionale, con registrazioni d’epoca, e in parte contemporanea, con alcune composizioni originali che sottolineano la prospettiva teatrale dello spettacolo.